I miei primi 41 anni

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Festeggiare il 40° compleanno? Regalarsi un viaggio dall’altra faccia del globo, prenotare un tavolo ad un ristorante stellato, ostentare al polso una macchina che misuri il tempo è quello che tutti si auspicano e/o si concedono.

Niente di tutto questo. Io non ho festeggiato i miei 40 anni e non mi son concesso nessun “lusso”.

Il 12 dicembre ho festeggiato il mio 41° natale ed ho deciso che tutto doveva essere semplice ed intimo.

Rituali della giornata: messaggi su Whatsapp, SMS, apertivi con amici, visite di parenti, le chiamate dei cari e meno cari, le chiamate degli amici , quelle che ti aspetti e quelle che ti aspetti ma mai arriveranno.

A pranzo con la mia famiglia: la mia donna e i 2 miei angeli. A casa la tavola addobbata con massima semplicità, ma con tutti i crismi.

Spaghettoni Benedetto Cavaliere, made in Puglia a Maglie, conditi con un pomodorino “appeso” rigirati in olio evo “handmade”, quello fatto da me. Gli Spaghetti alla San Giuannidd. SUBLIMI.

Funghi cardoncelli, quelli della Murgia, quelli che solo questa bellissima campagna riesce a dare. Quelli che spuntano  fra i sassi carsici nella nebbia autunnale e spinti dal tepore solare della prima mattina si concedono per le nostre leccornie. Saltati in padella in aglio e olio, sempre quello evo.

Posso senz’altro affermare di aver goduto! Il mio palato, le mie papille gustative, fremevano e ballavano in allegria complici in questo giorno importante.

Cosa ho bevuto? SEMPLICE

Bourgogne Pinot Noir 2015 di Vincent Dancer. Lui, il vigneron fotografo che con la sua sapiente arte di catturare i momenti salienti della giornata, che spaziano dalla fresca penombra della cantina, alle tiepide brezze che accarezzano le vigne. Riporta fino all’ etichetta: il sole, le nuvole, le rondini, le vigne, il lento strisciare di una chiocciola.

Produttore con certificazione BIO dal 2012, 5 ettari, 20000 bottiglie annue, fra cui Mersault, Chassagne-Montrachet, Chevalier-Montrachet.

Bourgogne rouge, “solo” 1200 bottiglie per il 2015 e vitigni “giovani” di 66 anni.

Colore rosso fragola, pallido. Il naso subito rosa canina, ribes rosso, elegante il giusto.

Al palato una bella acidità, tannino morbido, setoso, frutta rossa appena matura, sentori di pepe rosa. Rigirandolo nel bicchiere ho percepito gli aromi ancor più marcati e questa volta anche quelli caratteristici delle foglie autunnali umide.

Un vino che invita immediatamente ad un altro sorso ed ancora un altro. Facile, semplice, di buona struttura.

Abbinato ai funghi non ha contrastato assolutamente il loro profumo intenso e terroso ma lo ha accompagnato in mirabili vortici di gusto.

Soddisfatto, un classico esempio di Borgogna rossa ”base”  fatta davvero bene.

Sarà stata l’euforia, la bottiglia è finita. Mi tocca invecchiare più velocemente?

 

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