L’ultimo grande vecchio

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Ci torno spesso. Lo faccio ogni volta che vado in Langhe. Ha circa 85 anni, anno più anno meno. Purtroppo non ho più i miei nonni e allora mi piace passare da lui, scambiare qualche chiacchiera e fargli un po’ di compagnia. Non ci si arriva per caso qui.

Nel cortile di questa grande casa colonica tutto è fermo alle origini, come se il tempo si fosse fermato a circa 50 anni fa. Forse solo la sua auto, una Fiat Panda probabilmente anni 80, potrebbe tradire la suggestione di questo quadro senza età. Poi tutto il resto è lasciato al caso, al passo dolcemente inesorabile del tempo che accarezza ogni ambiente facendolo suo, quasi a volerlo proteggere. I galli cedroni non avranno sicuramente una dozzina d’anni, ma sono accoglienti. Spiccano due maschi con un petto sproporzionato e di colore ruggine fluorescente, una coda di color verde bottiglia molto sgargiante. Mi si avvicinano non appena scendo dalla mia auto. Mi seguono mentre mi avvicino al campanello..è sempre quello: ACCOMASSO & Figlio – azienda vitivinico……mai migliori cru……

Tutto il resto è praticamente impossibile leggerlo perché accartocciato su se stesso.

Mi piace poi osservare quella mattonella dipinta a mano con colori acrilici, che raffigurano proprio i galli che continuano a gironzolarti intorno. C’e scritto ACCOMASSO LORENZO.

Ecco.. adesso quel cigolio, proprio sopra la porta d’ingresso. E’ una persiana che si è aperta. “Alura?”. Questi capelli arruffati, occhi azzurri profondi, viso dimagrito e uno zucchetto sulla testa, mi sorride. “Che tempo fa da te?” e alzando gli occhi verso le sue colline continua dicendo “Qui non promette niente di buono. Ci sarà neve, l’ho già detto ai miei ragazzi. Bin. Spetta che scendo!!”.

Mi apre la porta, mi fa segno di accomodarmi.

Indossa una giacca bordeaux con zip, una maglia di lana con scollo profondo color avion, ancora una maglia girocollo beige e una camicia di flanella blu fantasia tartan.

Un libro di Marzia Pinotti – La barbera è femmina, giace sul tavolo fra le bottiglie vuote e semivuote; come sempre, c’è di tutto. Una sputacchiera, un rotolo di nastro adesivo per imballi, un apribottiglie.

“Sai, settimana scorsa ho spedito dei vini in Sardegna. Non sono stati ancora consegnati, il cliente mi ha chiamato. E’ preoccupato”. Chiude gli occhi e fa una pausa di 2 minuti. “Sono venuti gli americani, vogliono comprare le terre. Ma io ho deciso di non vendere nulla; sto sistemando le nuove vigne. Penso di mettere qualche albero da frutto”

Il Cavalier Accomasso è così, parla di tutto quello che gli succede. Delle idee che ancora ha, a 85 anni. Si ferma ancora una volta e mi chiede “Dov’è la tua signora? Lei ha una enoteca, giusto? Ma io ho finito i vini, non ho più nulla da vendere”.

Ecco, ci avrei scommesso.

“Vieni, vieni, sai la famiglia è aumentata, non sono più solo. Sono in allegra compagnia. Lui è Romeo.” Un gatto sul settimino saltella fra le cornici che custodiscono immagini del Cavalier insieme a belle donne. Con la coda butta giù una cornice. Il Cavaliere aveva una gamba stesa e rilassata sulla sua stufetta elettrica e con uno scatto deciso rincorre il gatto e lo caccia via.

Torno ad osservare   il settimino che oltre alle cornici, ospita diverse bottiglie di Barolo, fra cui la 1974, 2004, 1971 ,1958 e una Barbera Vigna pozzo del 1990.

Mi scruta e dice “la 1958 è stata la prima annata che abbiamo imbottigliato con mio padre Giovanni e mia sorella Elena. Quella Barbera del 1990 è una grande Barbera; è stata una grande annata quella del 1990 e del 1971. Penso che la 2015 sarà come la 1990, una poesia”. Mi permetto di chiedergli quale annata è prossima all’imbottigliamento; “Non lo so, ho tanto vino da mettere in vetro. Il primo che per me sarà maturo, meriterà l’imbottigliamento. La 2010 è stata una bella annata, sgnaca ‘l butun sul calcolatore, vedi che vendono il mio Barolo 2010 a 200 euro. Sono pazzi. Tutti pazzi. Sai, anche il costo delle terre ormai è alle stelle. Ahhh, ma io non vendo, non vendo mica nulla. Ehhhhhh “

Il 2010 che ho nel bicchiere l’ho portato al naso diverse volte. Non l’ho ancora bevuto. Si sta aprendo e continuo a sentire fragranze e profumi diversi. Ha un colore impenetrabile, un rosso rubino molto vivace. Le fermentazioni del Cavalier Accomasso sono davvero lunghe, si va dai 40 ai 50 giorni e questo garantisce un vino da godere dopo un pò di anni. Ma il tannino è setoso anche se giovane. Si alternano profumi di more di rovo, quelle raffigurate nel gonfalone del Comune di La Morra e ribes nero. Un potpourri di terra, tartufo e muschio bagnato, la geosmina. Ancora la genziana, è una esplosione di profumi dolci balsamici, mandorlati, leggermente pungenti. Chiude una nota di vanillina che persiste e dona poi a tutto il palato ritorni profumati di liquirizia e frutti rossi.

Il retro etichetta ha una dedica alla sorella Elena, scomparsa nel 2016. Colei che fino all’ultimo giorno è stata l’economista e l’addetta alle vendite della piccola azienda.

 

Si è fatto tardi, a malincuore saluto il Cavaliere che mi dice “Vado a far da mangiare al piccolo Romeo, così si calma un po’. Il tuo vino è qui”.

La foto di rito è d’obbligo.

Buontempone di un Cavaliere. Ti auguro ancora tante vendemmie, te lo auguriamo tutti.

Felix Angelastri

 

 

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