Piccoli vigneron

Pubblicato da Felix el Vigneron il

In qualsiasi circostanza, modo e tempo, il vincere facile è l’ambizioso desiderio di tutti noi. E’ sempre emozionante ed appagante bere vini dei grandi Domaine della Borgogna, degli Chateaux di Bordeaux;  la nostra filosofia ed il nostro piacere è anche quello di scoprire etichette di piccoli vigneron che non hanno ancora un picco di risonanza tale da considerarle economicamente proibitive.

Sono i cosidetti Vigneron emergenti, quelli che un giorno saranno famosi (?), quelli che cadono all’occhio dei consumatori più incalliti, curiosi e che non smettono mai di ricercare. Anche noi siamo questi.

Steen Öhman, non produce vini. Scrive; scrive di vini, ha un blog, fa parte di diversi panel di degustazione, beve e viaggia. Mica uno che tira barattoli. Beato lui! 

In uno dei suoi tanti articoli scrive "prodotti con una precisione tedesca, un'attenzione giapponese ai dettagli e una conoscenza francese del terroir ...". Andiamo per ordine.

La piccola signora, Tomoko Kuriyama, giapponese di nascita, si trasferisce in Germania diventando manager della tenuta presso il famoso Friedrich Altenkirch. Studia presso la rispettabilissima e famosa Geisenheim University Viticulture, lavora  da Paul Fürst, da Peter Jakob Kühn e da Hermann Schmoranz. Nel 2011 si traferisce in Borgogna.

Guillaume Bott è nativo di Djon, ma cresce a Beaune. Ha una formazione presso il Domaine Etienne Sauzet a Puligny-Montrachet ed oggi è ancora chef de cave del Domaine Bize a Savigny.

Contestualmente ai loro lavori principali, Tomoko e Guillaume, coniugi nella vita e collaboratori nel lavoro, fondano nel 2010 Chantereves.

La loro mission è creare vini straordinari in una piccola cantina ricavata sotto casa a Savigny-lès-Beaune. Dapprima acquistano piccole quantità di uve selezionate, biologiche da vari vigneti della Borgogna.  Poi acquistano un piccolo appezzamento di Aligote, poi  altri ai confini fra le Hautes Cotes di Beaune e Nuits, mezzo ettaro a Chorey-les-Beaune e circa un ettaro a nord  di  Savigny, per arrivare ad un totale di 5 ettari di assoluta proprietà. Impiegano un'alta percentuale di fermentazione a grappolo intero e una dose molto bassa di SO₂.

Tradotto in volumi? Poche bottiglie. Valutate voi.

 


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